Rinascimento marchigiano. Opere d’arte restaurate dai luoghi del sisma.

con Nessun commento
rinascimento marchigiano
Jacobello del Fiore, Scene della vita di Santa Lucia – Lucia riceve l’Eucarestia (1410 circa; tempera e doratura su tavola, 60 x 80 cm; Fermo, Pinacoteca Civica, Palazzo dei Priori)

 

Dal 18 Febbraio al 5 Luglio 2020 presso il Pio Sodalizio dei Piceni la mostra itinerante che, dopo la prima tappa di Ascoli Piceno, testimonia anche a Roma una parte importante del patrimonio artistico delle Marche, legato al periodo rinascimentale, salvato dalle conseguenze tragiche del sisma del 2016.

L’esposizione è frutto dello straordinario intervento da parte delle numerose istituzioni a partire dalla Regione Marche insieme alla Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio delle Marche, alla sezione delle Marche dell’ANCI e al Pio Sodalizio dei Piceni a Roma, con la preziosa collaborazione per le operazioni diagnostiche preliminari e di restauro delle Università di Urbino e di Camerino.

La Mostra

Le 36 opere selezionate presenti coprono un arco temporale che va dall’inizio del XV fino al XVII secolo e che testimoniano, in maniera esauriente, la considerevole ricchezza artistica del “cratere” marchigiano.

Sicuramente tra le opere che meritano particolare attenzione le scene della vita e del martirio di Santa Lucia, provenienti dalla Pinacoteca di Fermo, attribuite solo nel secolo scorso al pittore veneziano Jacobello da Fiore, molto attivo nelle Marche del ‘400. Importanti e suggestive le presenze anche della Natività con i santi Gerolamo, Francesco, Antonio da Padova e Giacomo della Marca di Cola dell’Amatrice, della Madonna orante di Vittorio Crivelli, del Compianto sul Cristo deposto di Vincenzo Pagani e del Bambino e angeli musicanti di Sarnano. E poi ancora le opere di Giovanni Baglione e Giovanni Serodine. Insomma tanti autori originari delle Marche o che vi hanno vissuto, partecipando in maniera decisiva alla delineazione di una identità geografica consistente nella storia dell’arte.  Accanto ai capolavori di grande valore artistico non mancano opere di grande significato devozionale come i crocifissi lignei e vesperbild (scultura del vespro) di ambito tedesco che ancora erano presenti nelle chiese come oggetti di culto.

Valore e significato della mostra

Con la cura di Stefano Papetti e Pierluigi Moriconi, la mostra somma al valore storico e artistico delle opere selezionate un significato profondo sulla capacità e sulla qualità di reazione da parte delle comunità marchigiane al dramma del terremoto subito.

L’esempio degli interventi di restauro è esemplificativo. Sotto la direzione scientifica della Soprintendenza in collaborazione con l’Università di Camerino e l’Università di Urbino, come già accennato, i tecnici, tutti marchigiani, attraverso analisi diagnostiche innovative sono riusciti a dare una valutazione molto precisa dello stato di conservazione di ciascuna opera, consentendo un intervento di restauro meticoloso e particolarmente efficace. Si tenga in considerazione che alcune opere erano ridotte molto male, su delle tele erano caduti sopra muri o pezzi di altare o erano state sottoposte a stress di natura termica che ne aveva sollevato il colore. Inoltre le stesse opere erano rimaste chiuse per mesi nelle chiese inagibili prima di poter essere prelevate. Quindi un lavoro che non è esagerato definire prodigioso che ha permesso di apprendere nuove informazioni sulla tecnica pittorica e l’utilizzo dei materiali da parte degli stessi pittori, consentendo l’inizio di numerosi nuovi studi scientifici in materia.

Per questi motivi il catalogo realizzato assume particolare interesse, poiché alla classica scheda storico artistica dell’opera è affiancata una minuziosa descrizione dell’intervento di restauro e delle indagini diagnostiche che lo hanno preceduto.

Un motivo in più per la visita è il luogo poco frequentato nell’itinerario classico delle varie esposizioni museali della capitale; il Complesso monumentale di San Salvatore in Lauro del Pio Sodalizio dei Piceni, al centro di Roma che può sorprendere e meravigliare. Inoltre la stessa mostra è definita da un doppio interesse. Infatti accanto al carattere artistico se ne scopre un altro più emotivo, dato che le opere provengono da luoghi in parte o completamente distrutti e quindi senza più gli spazi originari dove poter essere ricollocate.

In ragione di questo si collega validamente l’obiettivo di rendere fruibili le opere restaurate anche in futuro come afferma Pierluigi Moriconi della Soprintendenza dei Beni Architettonici delle Marche:” Terminate le mostre, le opere che non potranno essere ricollocate nelle loro sedi originali perché crollate o non ancora restaurate, saranno collocate in 8 depositi e lì saranno sempre a disposizione del pubblico”.

 

Info, Orario e Costi

Rinascimento marchigiano. Opere d’arte restaurate dai luoghi del sisma.

Dal 18 febbraio al 5 Luglio 2020, Pio Sodalizio dei Piceni, Via di Parione 7

Orario: Lunedì-Sabato h 10-13/h 16-19. Chiuso Domenica e Festivi.

Biglietto: Entrata a offerta

Info: Tel. 06 6875608, e-mail: info@piosodaliziodeipiceni.it